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LETTURA NEWS

LA NOSTRA STORIA, IL NOSTRO FUTURO: LO STATO GIURIDICO DELLA SOCIETÀ ITALIANA DI MEDICINA DEL LAVORO

27/09/2017

Lettera del Presidente alle Socie e ai Soci della Società Italiana di Medicina del Lavoro

Care Socie e Cari Soci,

nel porgervi il più affettuoso benvenuto al Congresso di Padova, vorrei illustrarvi brevemente le ragioni per le quali l’Assemblea che terremo durante il Congresso avrà le caratteristiche di una nuova Assemblea costituente, per la quale spero nella vostra massima partecipazione.

Nell’Assemblea infatti dovremo approvare, alla presenza di un notaio (e presto spiegherò perché) il nuovo Statuto della Società che, per le regole che ci vengono imposte, sarà di complessa modifica e dovrà quindi contenere solo i principi che, nel futuro che riusciamo ad immaginare, non sarà necessario cambiare (in sostanza: gli scopi della Società, le sue finalità ed attività, i Soci, il numero minimo delle sue sezioni territoriali, le articolazioni decisionali ed elettive della Società - assemblea, presidente, consiglio direttivo, probiviri, revisori dei conti, durata dei mandati delle cariche elettive, regole di gestione finanziaria della Società). Tutto quanto non è indispensabile compaia nello Statuto, quindi, sarà rinviato a decisioni del Consiglio Direttivo, o della stessa Assemblea: ciò assicurerà una gestione ampiamente democratica della nostra vita sociale ma anche snellezza decisionale e pronta reattività alle sfide con le quali ci confronteremo nel nostro futuro.

Perché siano chiare le ragioni che oggi ci impongono di aggiornare il nostro Statuto (e, in primis, di ritornare al nome originario della Società), è necessario ripercorrere cosa sappiamo delle nostre origini, quali sono gli atti legali che esistono al momento e cosa dobbiamo fare per assumere, anche dal punto di vista legale, lo status di “associazione riconosciuta” che ci spetta per la nostra storia e per la rilevanza del nostro ruolo scientifico e sociale.

Ciò che sappiamo delle nostre origini

L’archivio documentale della Società (dalle origini al 2000) è andato perduto: le nostre origini possono essere ricostruite solo dagli atti dei nostri Congressi (tutti disponibili, fin dall’inizio, grazie alla biblioteca della Clinica del Lavoro di Milano) e da due documenti da poco recuperati.

La decisione di fondare la Società Italiana di Medicina del Lavoro è stata presa durante l’ottavo congresso nazionale di Medicina del Lavoro, tenutosi a Napoli dal 10 al 13 ottobre 1929. Negli atti si legge, relativamente alla seduta del 12 ottobre, ore 15 (pag. 152):
Chiede di parlare il Dott. Caccuri, il quale presenta il seguente ordine del giorno: L'VIII Congresso di Medicina del Lavoro, considerata la grande importanza, assunta dalla Medicina del Lavoro, specie in seguito alla promulgazione della Carta del Lavoro, propone la costituzione della Società Italiana di Medicina del Lavoro e dà incarico ai Proff. Devoto, Ferrannini e Castellino di compilarne lo statuto … l'ordine del giorno viene approvato all'unanimità”.

Il primo congresso della Società è quindi quello del 1930, tenutosi a Roma. Negli atti infatti si legge, relativamente alla seduta del 16 ottobre, ore 10 (pag. 7):
Il IX Congresso di Medicina del Lavoro è il primo promosso e sostenuto dalla Società Italiana di Medicina del Lavoro, fondatasi, come voi sapete, in occasione dell'VIII Congresso tenutosi a Napoli. D’ora in avanti questi Congressi saranno l'espressione più viva e diretta della nostra Società …”.

Come accennato, per traversie storiche anche recenti, non vi è (al momento) copia dell’atto costitutivo della nostra Società. Tuttavia, con la collaborazione dell’Archivio di Stato, siamo riusciti ad ottenere copia di due atti legislativi di grande importanza: il Regio Decreto 1009 del 1940 e il DPR 455 del 1950 che hanno rispettivamente approvato lo statuto della Società Italiana di Medicina del Lavoro (noi, alle origini) e la sua modifica deliberata nel 1948 (presto questi documenti saranno sul nostro sito). Per inciso, secondo la Prefettura di Bologna l’ultimo statuto approvato nelle forme di legge è quello recepito dal DPR 455/1950.

Poiché la nostra società ha fini esclusivamente scientifici, se la sua attività avesse rilevanza esclusiva per i soli associati, la sua vita interna potrebbe essere largamente auto-regolata, rispettando poche norme previste dal Codice Civile (tra cui):
Articolo 14: costituzione per atto pubblico;
Articolo 16: atto costitutivo e statuto, modifiche;
Articolo 20: convocazione dell’assemblea;
Articolo 21: deliberazioni dell’assemblea.

Le norme del Codice Civile sulle associazioni sono state modificate dal DPR 361 del 2000 che ha istituito, presso le prefetture, il Registro delle persone giuridiche (articolo 1):
… le associazioni, le fondazioni e le altre istituzioni di carattere privato acquistano la personalità giuridica mediante il riconoscimento determinato dall'iscrizione nel registro delle persone giuridiche, istituito presso le prefetture. La domanda per il riconoscimento di una persona giuridica … è presentata alla prefettura nella cui provincia è stabilita la sede dell'ente. Alla domanda i richiedenti allegano copia autentica dell'atto costitutivo e dello statuto”.

Non risulta che sia stata presentata domanda di iscrizione al registro delle persone giuridiche: tuttavia il RD 1009/1940 e il DPR 455/1950, che hanno rispettivamente approvato lo statuto della Società Italiana di Medicina del Lavoro e la sua modifica deliberata nel 1948, dimostrano che la avevamo già. Oggi però, anche per quanto prevede la legge sulla responsabilità professionale del medico (d’iniziativa del Collega Onorevole Gelli, che avremo il piacere di incontrare al nostro Congresso), dobbiamo farlo.

Le norme applicative della Legge Gelli (24/2017) impongono, se vogliamo assumere il ruolo di società scientifica «qualificata», una serie di adempimenti ai quali non possiamo sottrarci. Questa legge cambia infatti radicalmente il ruolo delle Società scientifiche «qualificate» e delle loro Linee Guida (articolo 5):
Gli esercenti le professioni sanitarie, nell'esecuzione delle prestazioni sanitarie con finalità preventive, diagnostiche, terapeutiche, palliative, riabilitative e di medicina legale, si attengono, salve le specificità del caso concreto, alle raccomandazioni previste dalle linee guida … elaborate … dalle società scientifiche … iscritte in apposito elenco istituito e regolamentato con decreto del Ministro della salute …”. L’iscrizione nell’elenco previsto dalla Legge Gelli conferisce alle Linee Guida emanate dalla Società le caratteristiche previste dal nuovo articolo 590-sexies del Codice Penale:
Qualora l'evento si sia verificato a causa di imperizia, la punibilità è esclusa quando sono rispettate le raccomandazioni previste dalle linee guida come definite e pubblicate ai sensi di legge …”.

Requisiti delle società scientifiche qualificate (DM 2.8.2017)

Il DM 2.8.2017 prevede una serie di requisiti che le società scientifiche devono possedere, ai fini dell’iscrizione nell’elenco tenuto presso l’Istituto Superiore di Sanità, ai fini della Legge Gelli: segue un elenco (non esaustivo) dei requisiti da possedere.

- Rappresentatività di almeno il 30% dei professionisti non in quiescenza nella disciplina previste dalla normativa vigente, o nella specifica area o settore di esercizio professionale (deriva dal numero dei soci: al momento li abbiamo, ma dobbiamo impegnarci tutti a convincere altri colleghi ad iscriversi alla Società).

- Rilevanza di carattere nazionale, con sezioni ovvero rappresentanza in almeno dodici regioni e province autonome.

- Atto costitutivo redatto per atto pubblico (non ne siamo in possesso, ma riteniamo che il RD 1009 del 1940, del quale abbiamo copia da parte dell’Archivio di Stato, possa sostituirlo: in ogni caso, continueremo le sue ricerche).

- Statuto redatto per atto pubblico (provvediamo nell’assemblea di Padova).

- Denominazione, Sede e Patrimonio (è indispensabile il ritorno al nome originario, almeno per il momento, altrimenti non possiamo pretendere che i provvedimenti legislativi prima citati si riferiscano a noi e inoltre dobbiamo istituire un Fondo di Dotazione vincolato di 50.000 Euro, a garanzia delle obbligazioni della Società verso terzi: a questo ci obbliga la prefettura).

- Specifica dichiarazione di autonomia e indipendenza dall’ente e dei suoi legali rappresentanti anche con riferimento al non esercizio di attività imprenditoriali o partecipazioni ad esse, ad eccezione delle attività svolte nel programma nazionale di formazione continua in medicina (ECM).

- Specifica previsione che l’ente non ha tra le finalità istituzionali la tutela sindacale degli associati o che, comunque, non svolge, direttamente o indirettamente, attività sindacale.

- Previsione della massima partecipazione degli associati alle attività e alle decisioni dell’ente attraverso indicazione del procedimento per la elezione democratica degli organismi statutari (che devono avere durata limitata nel tempo) con votazione a scrutinio segreto.

- Approvazione da parte dell’assemblea degli iscritti e/o degli organismi statutari democraticamente eletti, dei bilanci preventivi e consuntivi.

- Regolamentazione delle convocazioni dell’assemblea e degli altri organismi associativi.

- Regolamentazione delle modalità con cui l’assemblea stessa e gli altri organismi deliberano.

- Professione, disciplina specialistica o settore di attività specifico o prevalente.

- Previsione dell’ammissione, senza limitazioni, di tutti i soggetti in possesso dei requisiti previsti dallo statuto, appartenenti alla categoria professionale o al settore specialistico.

- Assenza di finalità di lucro.

- Previsione dell’obbligo di pubblicazione dell’attività scientifica attraverso il sito web della società.

- Previsione della dichiarazione e regolazione degli eventuali conflitti di interessi.

- Previsione di un Comitato Scientifico per la verifica e controllo della qualità delle attività svolte e della produzione tecnico-scientifica, da effettuarsi secondo gli indici di produttività scientifica e bibliometrici validati dalla comunità scientifica internazionale.

- Espressa esclusione della retribuzione delle cariche sociali.

- Previsione dell’obbligo di pubblicazione nel sito istituzionale dell’ente dei bilanci preventivi, dei consuntivi e degli incarichi retribuiti.

- Previsione che i legali rappresentanti, amministratori o promotori non abbiano subito sentenze di condanna passate in giudicato in relazione all’attività della società o dell’associazione.

Cosa dobbiamo fare (entro il 4 novembre prossimo)

1) In assemblea, alla presenza di un notaio (atto pubblico) dobbiamo approvare il nuovo statuto della Società, che deve contenere tutti gli elementi necessari per l’iscrizione nel registro delle persone giuridiche e nell’elenco del Ministero della Salute.

2) Istituire il Fondo di Dotazione, vincolando 50.000 Euro del nostro patrimonio (li abbiamo in cassa).

3) Richiedere l’iscrizione nel Registro delle persone Giuridiche alla Prefettura di Bologna (comune dove ha oggi sede legale la nostra Società).

4) Richiedere l’iscrizione nell’elenco delle Società qualificate ai sensi della Legge Gelli.

Dopo di ciò, potremo anche richiedere l’iscrizione all’elenco delle associazioni che possono usufruire del “5 per 1.000”: avremo così modo, anche attraverso l’IRPEF che paghiamo, di supportare l’attività della Società (per avere un’idea: 26.000 Euro di IRPEF equivalgono a un contributo di 130 Euro, la nostra attuale quota sociale).

Definire il nuovo statuto è stato un compito non indifferente, per il quale ringrazio il gruppo di lavoro del Consiglio Direttivo, che ha dedicato a questo compito innumerevoli giornate di lavoro: il testo che verrà discusso in Consiglio Direttivo il 20.9 mattina verrà consegnato a tutti i partecipanti all’Assemblea per la sua discussione. Come già rilevato, l’attuale versione dello statuto, oltre a definire chi siamo e cosa facciamo, lascerà tutto ciò che non è indispensabile a decisioni del Consiglio Direttivo o dell’Assemblea, rendendo così la Società più pronta a gestire i cambiamenti che il futuro immancabilmente ci riserverà.

La modifica dello statuto di una associazione è sempre materia delicata e complessa, che attiene alle ragioni più profonde dello “stare insieme”: come tale, essa necessiterebbe di tempi di elaborazione adeguati e di un ampio dibattito, cosa che le scadenze poste dal DM 2.8.2017 purtroppo non ci hanno permesso.

La scelta è purtroppo obbligata: prendere tempo significa perdere l’occasione di chiedere l’inserimento della Società nell’elenco del Ministero della Salute e quindi privare i nostri soci della possibilità di partecipare all’elaborazione delle Linee Guida che, dopo la Legge Gelli, avranno anche il valore di proteggere chi le segue da pretese accuse di imperizia, da qualsivoglia parte provengano. È evidente che non possiamo permettercelo: un vuoto da noi lasciato, infatti, inevitabilmente consegnerebbe il campo aperto ad altri, che si troverebbero così a dettare gli standard di attività del Medico del Lavoro. Semplicemente, non possiamo permettercelo.

La nostra Società celebrerà tra due anni il novantesimo anniversario della decisione della sua fondazione: a Padova, in occasione dell’ottantesimo Congresso Nazionale di Medicina del Lavoro, spetterà all’Assemblea approvare le norme che governeranno il nostro futuro.

Affettuosamente vostro,

Francesco S. Violante