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Iniziativa SIMLII su Master abilitanti

27/06/2012

Ecco il parere legale ...

Il Direttivo SIMLII a tutela dei propri soci Medici del Lavoro / Medici Competenti e contro una interpretazione errata e forzata dei master abilitanti previsti dal dlgs 81/08, ha avviato una serie di iniziative tra le quali una richiesta di un parere legale per eventuali azioni in sede giudiziaria a tutela della professione di medico del lavoro e della sua qualità. Di seguito una sintesi dei principali punti del parere sopra  richiamato:

-       (1) in una sede priva del tutto della scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro, tale corso si potrebbe ritenere non conforme alla legge, con possibile reazione, nei termini decadenziali del processo amministrativo, dinanzi al Tar competente da parte di soggetti idonei quali la Simlii (valutazione quest'ultima da adeguare da caso a caso per apprezzare in concreto la legittimazione e l'interesse ad agire);

-       (2) in una sede in cui vi sia una sede aggregata di una scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro con sede principale altrove, si potrebbe ritenere questo corso conforme alla normativa in materia, e ciò nel bilanciamento tra l'interesse pubblico all'azione amministrativa economica, efficace ed efficiente e l'interesse corporativo (privato) al mantenimento di un alta qualità dell'insegnamento della Medicina del Lavoro (che non è compromessa, salvo prova contraria nel caso di specie, da una simile "organizzazione" del corso di formazione);

-       (3) in una sede in cui è presente una scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro (anche in forma aggregata), ma senza il coinvolgimento formale della disciplina Medicina del lavoro/MED 44 (a livello di docenti, contenuti del corso, strutture, ecc.); varrebbe quanto detto sub(1) perché l'aggregazione tra università in qualunque forma realizzata deve combaciare con l'esigenza dichiarata nel D.I. 15.11.2010 che il master di II livello sia erogato presso la scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro;

-       (4) in una sede in cui è presente una scuola di specializzazione in Medicina del Lavoro, ma dove i contenuti del corso non siano sufficientemente focalizzati sulla disciplina Medicina del Lavoro (ad esempio un rapporto di 1:1:1 tra i crediti formativi di Medicina del Lavoro e Igiene e Medicina Preventiva e Medicina Legale) ovvero in cui le attività formative siano ritenute inadeguate dalla disciplina (dai docenti e/o responsabili della disciplina) Medicina del Lavoro. Qui il tema cruciale è il giudizio di "adeguatezza" o di "sufficienza" dell'offerta formativa che, in base alle norme di legge e regolamentari in materia, nonché considerata l'elevatissima discrezionalità di cui godono le università nell'ambito del principio di autonomia organizzativa e funzionale, che è rimesso ed affermato dai propri rispettivi statuti nel rispetto dei principi dell'Ordinamento, non può essere dato con certezza ed irrevocabile univoca soluzione da un legale, senza quanto meno poter valutare le caratteristiche del singolo caso concreto. Certamente, da caso a caso, le soluzioni attualmente in essere presso i diversi atenei sono molto diverse tra loro ed è proprio in questa complessiva mancanza di omogeneità e dunque in certo senso di indeterminatezza ed eterogeneità dell'offerta formativa che si ravvedono spiragli per un intervento, in senso modificativo, della attuale disciplina sul Medico Competente.